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martedì 12 febbraio 2008

On MRTYU or Death according to Sant kabir Sahib


Dear friends,
we are going to switch to English in order to allow foreign readers to access the contents of this blog.
We are sure that you will forgive mistakes due to the limited knowledge of a language that is not native for us.

Today we will post 4 couplets from Sant Kabir Sahib regarding Mrityu or Death:

The weaver weaving thread by thread,
Bring the end near
So death leads us step by step
Run if you can run far


We are creatures with a limited life-time and every second that we spend living our life, we let our death approach a little more. Of course we can'not run far enough to escape death so why should we be anguished by thinking of it?

Evening shadows darken deep
The tiger prowls for the cow
He cannot kill the cow at all
Hungry he cannot go


The cow (atma) can'not be killed beacause it is eternal and does not die.
Death, for wich the tiger is the symbol, can not proceed without having its meal.
So the individual ego and the phisical body will be its prey.
If the individual remains attached to the body and mundane life it will have to suffer from death otherwise there will be not suffer or pain in death.

Says Kabir,
never be proud
Death has thee in his chutch
Sure some day he will smother thee
At home or not as much

If we were always conscious of the approaching death we would drop all our arrogance.
Only a person that think at himself as immortal can behave in such stupid way.

At the falling dry old leaf
the tender leaf does sneer
says the falling leaf:
Today my turn, tomorrow yours Have patience, O my dear!



MRITYU is the word for death and the word AMRIT is the word for immortal, without death.


We bow at the feet of the fountain
Where the Amrit comes
Where death stops his steps
And sweet flavours never fades

From the "tyny red gem", page 37

giovedì 3 gennaio 2008

L'Orgasmo Cosmico


L'ORGASMO COSMICO


Pochi riescono semplicemente a immaginare che possa esistere un orgasmo privo di desiderio sessuale e persino di eccitazione fisica.

Purtroppo l'essere umano si è così abbrutito da limitare del 99,9 % persino il campo delle proprie esperienze sensibili. Proprio quello dove si è dedicato maggiormente.

E' questo il paradosso noto con il mito di Laxmi.

Si dice che la dea Laxmi (che simboleggia il soddisfacimento di tutti i bisogni) sfugga da chi la cerchi e diventi la serva di chi la snobba.

Così, chi diventa schiavo e succube del desiderio sessuale avrà sempre più difficoltà a raggiungere la soddisfazione, che invece si offrirà abbondante in chi ha ottenuto un sufficiente distacco.

Quando il livello di consapevolezza si innalza, si realizza che eccitazione fisica, desiderio sessuale e orgasmo sono esperienze completamente diverse che possono presentarsi contemporaneamente, in successione o in modo completamente autonomo.

In realtà questi tre fenomeni hanno origine diversa e potenzialità diverse per lo sviluppo della coscienza. Esaminiamoli con attenzione.

L'eccitazione fisica può essere attivata anche dal desiderio sessuale, ma in realtà è il frutto di una esuberanza di soffio vitale.

Quando il soffio vitale è particolarmente forte attiva il sistema simpatico come una frusta fa con una muta di cani.

E' il caso, per esempio delle prime ore del mattino in cui il soffio vitale ha una vergenza per riportare l'attenzione dallo stato di sonno profondo a quello di sogno e, infine, a quello di veglia.

La sostanza reticolare presente nel sistema nervoso viene attivata e questa procede a stimolare il sistema nervoso vegetativo (simpatico) con un incremento del livello di adrenalina.

Gli uomini sperimentano spesso una erezione mattutina non dovuta nè ad alcuno stimolo fisico nè ad alcun desiderio sessuale.

L'erezione fisica si può ottenere anche indirizzando volontariamente l'energia vitale al centro svadisthana, o come riflesso di un onda di energia che attraversa l'intero campo di coscienza attivando anche il centro vicino ai genitali.

In tutti i suddetti casi l'esperienza dell'eccitazione fisica non è di natura sessuale.

Esaminiamo adesso il desiderio sessuale.

Il desiderio è in sè una forma di assoggettamento dell'individuo che lo degrada e lo riduce in catene. Desiderare significa letteralmente deviare dal sentiero celeste (de-sidereo).

Chi desidera non possiede l'oggetto dei suoi desideri ed è dunque in uno stato di miseria.

Si dovrebbe pertanto ridurre il più possibile questo stato nocivo per la salute, l'equilibrio e la crescita umana.

Concludiamo l'analisi parlando dell'orgasmo non in quanto esperienza ma come uno stato di coscienza.
L'orgasmo viene vissuto dalla maggior parte delle persone come l'apice di un incontro sessuale; un evento rigeneratore e portatore di gioia anche se di durata molto breve.

Una signora inglese che provava orgasmi frequentissimi è stata considerata "affetta da una strana patologia", malata quindi da sottoporre a cure.

Nessuno dice che l'orgasmo è una modalità dell'esistenza umana. Una modalità di conoscenza e di unione con tutte le cose e con il cosmo.

Esiste quindi un secondo tipo di orgasmo, non legato all'atto sessuale, ma simile per alcuni aspetti al primo. Soprattutto per l'esperienza di appagamento, beatitudine e unione che si prova.

In questo caso l'orgasmo puo essere o meno accompagnato da eccitatione fisica ma certamente non da desiderio sessuale.

Nasce come un approfondimento dello stato di coscenza che dapprima si raccoglie all'interno e poi, raggiunto un punto di stabilità, può restare in se o guardare attraverso i sensi.

Abbiamo spiegato in un post precedente che l'essere umano possiede varie modalità di esistenza. Queste modalità di esistenza sono state simbolicamente rappresentate anche con il nome di Chakra o di Sefiroth.

Quando il punto di unione dell'"Io sono" con il soffio vitale avviene in un piano determinato il mondo ci apparirà come un enorme orgasmo in cui il soggetto proverà una beatitudine simile all'orgasmo sessuale quando avrà esperienza degli oggetti.

A differenza dall'orgasmo sessuale questo stato di coscienza non è limitato ad un momento brevissimo e fuggevole ma dilatato a misura della volontà di mettersi in comunione con il mondo.

Questa è la seconda differenza con l'orgasmo sessuale.

Mentre nella conoscenza degli oggetti attraverso i sensi il soggetto entra pochissimo in comunione con l'oggetto, la conoscenza orgasmica prevede un livello di comunione molto alta.

In realtà soggetto e oggetto si fondono parzialmente e l'orgasmo è il prodotto di questa "conoscenza".

L'essere umano riesce a provare orgasmo solo attraverso l'atto sessuale con un altro essere umano mentre la conoscenza orgasmica si estende a qualsiasi aspetto della creazione.

I grandi iniziati considerano questa forma di conoscenza pericolosa perchè l'attivazione dell'energia sessuale o il soffermarsi della coscenza nel "piano orgasmico" può portare alla follia chi non si è liberato dagli attaccamenti ed è ancora schiavo dei sensi.

Molti grandi mistici non hanno parlato di queste loro esperienze perchè erano certi che sarebbero stati fraintesi e perchè non volevano rischiare di fuorviare nessuno.

In effetti quanti riescono a pensare ad un orgasmo casto e virginale?

Quanti riescono ad assaporare la dolce presenza della soddisfazione totale contemplando un fiore o una tenda?

L'ultimo aspetto che vorremmo precisare è che, mentre nell'orgasmo sessuale si emette il fluido vitale all'apice dell'esperienza, l'orgasmo cosmico è asciutto, e non prevede alcuna emissione di fluido vitale.

La conseguenza è che il bilancio totale è negativo nel primo caso e positivo nel secondo.

Il fluido vitale, qualora risparmiato, può in seguito essere sublimato in forme più sottili di energia.

L'atto sessuale "comune", anche quando è accompagnato da amore profondo, è un'attività in netta perdita. Si perde accendendo e nutrendo il desiderio, e poi, al momento di raccogliere i frutti, si stringe un solo istante di unione orgasmica concludendo con l'inutile spreco del fluido vitale.

Quando l'essere umano impara a controllare le proprie funzioni può optare per un tipo di unione in cui non c'è desiderio, ma solo un lungo e profondo orgasmo che lascia completi ed appagati senza richiedere alcuno spreco di fluido vitale e che non richiede esclusivamente una partner umana. Ricordiamo che esiste una netta differenza tra esperienza e stato di coscienza.

Nella prima il soggetto resta pressocchè immodificato nel secondo caso il sogetto si trasforma.

Quello che vorremmo tentare di spiegare quì è che è possibile per l'essere umano cogliere l'essenza delle cose attraverso una modalità alla volta.

Ogni forma di conoscenza prevede una parziale unione di soggetto e oggetto.

Anche nella conoscenza sensoriale, (che la più limitata tra quelle a nostra disposizione) avviene una seppur minima unione, allorchè, per esempio odoriamo una spezia e le particelle di spezia penetrano nella nostra mucosa e vengono catturate dalle cellule olfattive.

Possiamo sperimentare unione a livello del centro del cuore come "amore universale", o unione a livello del chakra svadisthana come "orgasmo cosmico".

Amore universale, conoscenza divina, orgasmo cosmico sono aspetti della Formazione dell'Uomo universale.

Abbiamo voluto esporre qui questo tema difficile essendo certi che saremo fraintesi, ma poco ci importa.

Il grande maestro Lingam Jangam, faceva indossare ai suoi seguaci un fallo rosso alla cintura per prepararli a questa esperienza sconvolgente e per farli divenire testimoni di una possibilità dell'esistenza più matura e più evoluta.

Oggi chi legge e insegna i tantra non capisce un fallo ma poco ci importa.

La conoscenza è sempre disponibile per chi la desidera. Così è stato, così è e così sara per sempre.


Da "il piccolo gioiello rosso" di Gurbani, pag 37



































Il Fondo dell'Anima di Maister Eckhart






Maestro Eckhart scrive nel suo "il Natale dell'anima":


"In mezzo al silenzio mi fu detta una parola segreta. Dov'è il silenzio e dov'è il luogo in cui questa parola è pronunciata? Come ho già detto: nella parte più pura che l'anima può offrire, nella sua parte più nobile, NEL SUO FONDO", cioè nella sua essenza. Là è il profondo silenzio, poichè là non è mai penetrata nè creatura, nè immagine alcuna; là non arriva all'anima nè azione nè conoscenza; là essa non sa più nulla di immagine alcuna, nè di se stessa, nè di altra creatura."




Il Fondo dell'Anima di Eckhart è il punto di partenza del viaggio spirituale.


Per questo si parla di Natale dell'anima, con il senso di seconda nascita.


In india l'iniziato viene chiamato Dwija overo il due volte nato, e in moltissime forme tradizionali si assume addirittura un nuovo nome ad indicare la rottura con il passato.


Ma quello che per alcuni è un punto di partenza per altri è un ambitissimo punto di arrivo.


Per chi non ha ancora invertito la corrente di attenzione e le facoltà dall'esterno all'interno, questi discorsi sono puramente teorici.


Ogni tentativo di meditare o semplicemente di calmare la mente produrrà solo disagio e fallimento.


Sant Hazur Kirpal Sing diceva che prima di cominciare 'l'elevazione dell'anima si deve avere completato LA FORMAZIONE DELL'UOMO.


Lo stato umano, dell'uomo padrone delle proprie facoltà e sufficientemente libero dagli attaccamenti, deve precedere il viaggio iniziatico.


Dice un gurubani "Chi è schiavo in catene non può andare da nessuna parte, chi non si è mai chiesto chi è non berrà alla fonte della vita"

Differenti tradizioni suggeriscono differenti cammini per arrivare al "Natale dell'anima", ma se cerchiamo i punti in comune essi sono:


- la rinuncia all'attaccamento;
- la compassione verso le altre creature;
- l'amore;
- l'azione disinteressata;
- la fede nella guida spirituale;
- la fede nel Principio spirituale.

E' ovvio che l'amore non può nascere dove c'è l'attaccamento o la fede non può nascere se non c'è un minimo di consapevolezza di sè.


In questo caso si DOVRA' CERCARE DI SVILUPPARE QUESTE QUALITA' .


LO SFORZO IN SE' METTE SULLA GIUSTA STRADA.




mercoledì 2 gennaio 2008

Il Viaggio Iniziatico: Chi è il viaggiatore?


CHI viaggia nello spirito?



La Divina Commedia, l'Odissea, le fatiche di Ercole, Il mito di Kaidara, il libro della scala di Maometto, non sono altro che metafore del viaggio spirituale.
L'unico vero viaggio che può fare l'uomo durante la sua breve e transitoria esistenza sulla terra.

Il viaggio spirituale si chiama iniziatico perchè nessuno può avere accesso ai reami superiori dell'esistenza senza una guida. Quei poveretti che cominciano da soli cadono nelle innumerevoli trappole dei mondi astrali e si perdono il resto del viaggio.

Ma la domanda interessante è CHI FA QUESTO VIAGGIO?

Non è pura speculazione. Pensiamo che avere le idee più chiare su questo argomento possa evitare molti fastidi.

Anche un bambino capisce che il viaggio non viene fatto con il corpo fisico, anche se esistono tecniche per portare con se il proprio corpo.

Alcuni yoghi abbandonano completamente il corpo fisico ritirando da esso il soffio vitale ma ciò, oltre a essere estremamente pericoloso, è inutile ai fini del viaggio.

Il problema principale dell'umanità e l'eccessiva identificazione con il proprio corpo-mente.

Il modo più semplice e sicuro per fare un viaggio spirituale è MOLLARE L'ATTACCAMENTO AL CORPO-MENTE, invertendo l'attenzione verso l'interno.

Quindi, durante il viaggio si resterà collegati al proprio corpo (il quale continuerà a funzionare normalmente ed automaticamente), ma non lo si percepirà perchè avremo RITIRATO L'ATTENZIONE DAI NOSTRI SENSI.

Arriviamo così al punto centrale della nostra riflessione di oggi. Chi fa il viaggio?

Non è il corpo ma non è neanche lo spirito.

Per spirito intendiamo la parte principiale e trascendente della nostra e di tutta l'esistenza.

E questo ovviamente non può andare da nessuna parte.

Stiamo arrivando all'anima....però questo termine abusato e malcompreso viene interpretato diversamente dalle varie religioni, culture, epoche.

Tenteremo una spiegazione che non usi il termine anima.

L'essere umano sa di essere grazie ad una "qualità" chiamata "senso di Sè" o " Io sono".

Questa qualità può essere raffinata con la meditazione, liberandola dai suoi attributi (io sono così e colà). Quello che resta è puro senso di esistere.

Questa qualità entra in contatto con il soffio vitale universale in un punto preciso.

Quel punto preciso è l'origine del mondo.

In quel punto si assembla la percezione e si crea la realtà di ogni giorno.

Questa creazione ininterrotta ci dà l'apparenza della continuità, ma si tratta di un'apparenza che ha fine quando cadiamo nel sonno profondo.

Nel viaggio spirituale quello che si muove è il punto in cui il senso di sè incontra il soffio vitale.

Muovendosi provocherà nel soggetto l'impressione di essersi spostato in altri mondi, ma in realtà il cambiamento è molto più profondo.

Noi siamo quello che siamo solo quando uniamo il senso del sè al soffio vitale in un punto preciso.

Lo abbiamo sempre fatto e lo ripeteremo fino alla morte.

Ma se questa unione avviene in un punto diverso quello che succederà e un cambiamento non solo del mondo oggettivo ma del soggetto stesso.

Dopo un certo numero di cambiamenti si capisce in maniera definitiva che la persona a cui siamo così legati, che conosciamo da tutta la vita (noi stessi) è solo una delle indefinite possibilità di esistenza del nostro VERO SE'.

I cambiamenti possono essere temporanei o definitivi.

Nel primo caso dopo un periodo inprecisato di tempo si torna come prima e si tende a dimenticare l'accaduto. Nel sencondo caso i cambiamenti sono così profondi che il Soggetto si rifiuterà di tornare alla condizione precedente reputandola troppo limitativa.

Noi siamo i padroni di un grande castello e ci siamo costretti a vivere come pezzenti in uno sgabuzzino freddo e buio.
Che stato miserabile, e quali le nostre possibilità!!
















































martedì 1 gennaio 2008

Le chimere quadri dimensionali





I MISTERI DELLA VISIONE BI E QUADRI DIMENSIONALI


Cari amici, pochi di voi si sono mai chiesti se l'essere umano nello stato di coscienza normale possa utilizzare modalità di percezione visiva diverse dalla comune tridimensionale interpretativa.


La risposta è decisamente affermativa.


Due delle possibilità più affascinanti sono quelle bi e quadridensionali.


La prima è molto più naturale della seconda perchè è quella che usa il neonato fino a circa tre mesi di vita. La seconda è solo una possibilità teorica per la maggior parte delle persone.


La visione bidimensionale diretta si chiama così perchè si annulla "volontariamente" la funzione cerebrale che elabora le immagini provenienti dai due occhi per ottenere l'effetto profondità.


Quando si riesce ad osservare una scena "obliterando" la tridimensionalità si è fatto il primo passo, a qui segue molto presto l'annullamento della funzione interpretativa.


Noi interpretiamo quello che vediamo per "riconoscere" gli oggetti.


Quando questa funzione è disattivata si ha una visione bidimenzionale e straordinaria.


La prima volta che succederà vi sembrerà un miracolo e non saprete riconoscere quello che avete di fronte.
Per la prima volta vedrete il mondo e non l'immagine schematica, fredda e senza vita che suggerisce la mente.
L'immagine sembra composta da milioni di punti, ognuno dotato di vita propria e che si muovono in direzione diversa. La luminosità e accresciuta, l'immagine è più contrastata rispetto alla visione "normale".
Per ottenere la visione bidimensionale bisogna assumere una posizione comodissima e fissare un'immagine senza battere le palpebre. Poi bisogna rallentare e fermare i pensieri.
Ai principianti suggerisco di fissare per primo la fronda degli alberi a meno che non siete loro ostili. Non vi intristite troppo quando, tornando alla "realtà", tutto vi sembrerà un pò spento.
La visione quadri-dimensionale al contrario della precedente non è una esperienza "già vissuta".


Si ottiene fissando due oggetti posti a circa 40 cm da noi. Si incrociano gli occhi in modo da sovrapporre l'immagine dell'oggetto A, visto dall'occhio destro con l'oggetto B, visto dall'occhio sinistro.


Siccome i due oggetti che avremo scelto sono molto simili ma non identici, il cervello non avrà difficoltà a sovrapporre le immagini e la mente si farà ingannare credendo che si tratta di un unico oggetto.


Avremo così creato la nostra prima chimera- quadridimensionale.


L'immagine è una chimera, perchè la mente nel sovrapporre le immagini utilizzerà elementi di A e di B in maniera imprevedibile e continuamente cangiante.


L'immagine ottenuta risulta quadri dimensionale, perchè la mente, trovandosi in difficoltà a sovrapporre ed elaborare le immagini, applicherà due volte l'effetto profondità, di fatto aprendo un varco in una ulteriore dimensione.
Ci troveremo così ad osservare una immagine apparentemente più piccola (o più lontana) di quella normale, con un incredibile ricchezza di dettagli e soprattutto, con uno straordinario senso di profondità.
Parliamo di quarta dimensione e non solo di esaltato senso di profondità, perchè la visione non è statica; la visione quadri dimensionale si caratterizza infatti per il suo aspetto un pò onirico;

la chimera prenderà vita offrendo interessanti spunti per ulteriori osservazioni.
Non è nostra intenzione, in questo contesto, entrare nei dettagli tecnico-operativi o nelle implicazioni di queste pratiche. Come tutte le esperienze che implicano modificazioni dello stato di coscienza vanno affrontate con umiltà e amore per la Conoscenza.
Abbiamo inserito ad icona di questo post lo Sri Yantra che costituisce un caso a parte.


La contemplazione dello Sri Yantra apre la visione quadridimensionale senza bisogno di incrociare gli occhi. Basta solo fissarLo con una luce non eccessiva per un tempo sufficiente, senza battere le palpebre. L'attenzione deve essere invertita e ritirata dai sensi.




Potrete trovare informazioni molto dettagliate su questa magnifica immagine al sito:


per chi volesse, vale la pena di provare a realizzarne uno secondo le istruzioni fornite.





Sarà una esperienza molto bella.













































domenica 30 dicembre 2007

Il Versetto del Trono






Il Versetto del Trono, ovvero l'Ayat al Kursi è uno dei più belli e amati del Corano e chiude la seconda Sura.

Lo proponiamo qui perchè nell'ottica del viaggio iniziatico può farci comprendere gli stati sovraumani rappresentati dal Piedistallo e dal Trono.
Innanzitutto partiamo da una traduzione letterale che potrebbe suonare così:


"Allah! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto.
Non Lo prendon mai torpore né sonno.
A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra.
Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso?
Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole.
Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno.
Egli è l'Altissimo, l'Immenso."
( Corano II : 255 )

Per comprendere meglio riportiamo anche un hadith:
'Abd al-Rahman b. Yazid riporta : Incontrai Abu Mas'ud vicino la Casa (Ka'ba) e gli dissi : un hadith mi è stato tramandato sulla tua autorità , circa i due (versi finali) di Surat-al-Baqara. Egli disse : "Si. Il Messaggero di Allah (Sallallahu alei wa sallam) disse (infatti) : "Chiunque reciti i due versi alla fine della Surat-al-Baqara nella notte , essi saranno sufficienti per lui.". " (Muslim :: Libro 4 : Hadith 1761)

E' evidente che i riferimenti alla notte sono tanti ed in particolare alla seconda parte della notte che precede il fagir (le prime luci dell'alba).

In quest'ora chi ha trasceso gli stati individuali si trova in uno stato in cui Shaitan (Satana) non può più raggiungerlo. Infatti ad esso sono intercessi i piani spirituali.

Nè sonno nè torpore lo colgono, infatti questi stati riguardano il corpo fisico che ormai è stato lasciato indietro con i suoi bisogni. Quando la coscenza entra nei reami dello spirito si accorge che i confini travalicano i cieli e la terra e non c'è sforzo da parte di Dio nel sostenere la creazione.

Lo sforzo riguarda l'uomo ed è legato al raggiungimento di un risultato.

Ma quando non c'e più un individuo chi può compiere uno sforzo?

Chi può essere interessato ad ottenere un qualsiasi risultato?

Il confine dei piani causali e sopracausali è il limite oltre il quale la coscienza si libera da ogni Desiderio, paura, speranza, timore.

Così come vengono superati i limiti di spazio e tempo, caratteristici (citando R.Guenon) di alcuni aspetti della modalità umana dell'esistenza.

"Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro" perchè non è vincolato dallo spazio-tempo. Già più in basso nello stato beato delle regioni causali, il viaggiatore aveva avuto modo di entrare in contatto con i semi di tutte le cose visibili ed invisibili. Adesso anche quei semi sono scomparsi e quello che rimane è il mirabolante Trono di Allah.

L'accesso ai reami dello spirito è vincolato al Suo permesso, ed è legato ad un preciso atto di Grazia. Questo viene specificato molto chiaramente nel versetto per ribadire che la conoscenza sacra è una storia d'amore tra Allah e i suoi Amati.

Il Profeta, la pace scenda su di Lui e sui suoi compagni, ha detto la Verità.
E' possibile ascoltare la recitazione del versetto del trono anche su questo sito:


Il video presenta anche una traduzione in francese e belle immagini di calligrafia araba.










sabato 29 dicembre 2007

Mula mantra del Jap Ji


Il Mula mantra costituisce il seme del Jap ji che è a sua volta il concentrato del Guru Granth Sahib (libro sacro dei Sikh). In poche sillabe viene condensato il significato di oltre 1400 pagine.
Il suono di queste sillabe risuona in ogni angolo del cosmo.
Mula stà per radice, e la prima sillaba del mantra si reiferisce proprio alla radice assoluta di ogni esistenza formale o informale. Ek si riferisce al Para-Brahman, da cui origina il Verbo Om, sillaba primordiale.


Mula Mantra (traduzione letterale)

PUNJABI ITALIANO
Ek Onkar C’è un solo Dio
Satnaam Verità è il suo Nome
Kartapurkh E’ il creatore il protettore
Nirbhau Impavido
Nirwair Senza nemici
Akalmurth L’immortale il Primo
Aajuni Senza incarnazioni
Sebhagh Auto perpetuante
Gurparsad Grazia del Guru
! Jap ! Recita il Suo nome
Aad such Vero dall’inizio dei tempi
Jugad such Vero attraverso i tempi
Haibee such Vero adesso
Nanak hosi bee such E Nanak, dici che ciò sarà vero in futuro e in eterno

Mula Mantra (traduzione per significato)

C’è una sola Realtà manifesta- immanifesta;
Eterna, Essa è la Parola (Naam);
il Creatore omni pervadente;
senza paura, senza controparte;
fuori dal tempo, mai nato e auto sussistente;
Completo in Se
Per mezzo del favore del Suo vero Servo il Maestro,
Essa può essere realizzata.
Essa c’era prima di tutte le cose
Prima dell’inizio di tutte le ere
Esiste ora, o Nanak
Ed esisterà per sempre.

Jap Ji

Il Jap Ji di Guru Nanak è un inno in 38 strofe preceduto da una mantra e seguito da una strofa conclusiva. Viene recitato giornalmente da quasi 10 milioni di sikh nel mondo e costituisce una vergenza dell'umana possibilità. La sua bellezza è inesprimibile anche se viene in parte perduta nelle traduzioni. Quì di seguito proponiamo una traduzione in italiano divisa in 3 parti:
a) il mula mantra
b) Strofe 1- 21
c) strofe 22 - conclusiva
Nella sezione link suggeriamo anche una traduzione in inglese con un prezioso commento da parte della scuola di Sant Kirpal Singh e Ajaib Singh

Stanza 1)

Non si può comprenderlo con la ragione, nemmeno se si ragionasse per epoche: non si piò conseguire la pace interiore col silenzio esteriore , nemmeno se si rimanesse assisi e muti per epoche;
non si può comperare la pienezza con tutte le ricchezze del mondo né raggiungerla con l’ingegno.come si può riconoscere la Verità e aprirsi un varco attraverso le nubi della falsità?C’è una via, O Nanak. Fare nostra la Sua volotà', la Sua volontà che è già elaborata nella nostra esistenza.

Stanza 2)
Tutte le cose sono manifestazioni del Sua volontà, ma la sua volontà è al di la di ogni descrizione.Per mezzo della Sua volontà la materia diventa vivente;Per Sua volontà si ottiene la grandezza;Per sua volontà alcuni nascono più in alto o più in basso.Per sua volontà sono ordinate tutte le gioie e i dolori degli uomini.
Per sua volontà (i pii) si ottiene la salvezza;Per sua volontà (gli empi) vagano nell’interminabile trasmigrazione.Tutto esiste per Sua volontà;
e nulla vi è escluso.Chi è sintonizzato con la Sua volontà, o Nanak è completamente liberato dall’ego.

Stanza 3)
Alcuni cantano la Sua grandezza in relazione alla capacità e al potere loro concessi;Alcuni cantano i Suoi doni scambiandoli per i suoi segni;Alcuni lLo cantano come incomprensibile;Alcuni cantano di Lui come quello che trasforma la polvere in vita, e la vita di nuovo in polvere;
creatore e distruttore, che dona la vita e che la toglie.alcuni Lo cantano come, al tempo stesso, il più vicino e il più inaccessibile.Lui rimane oltre ogni descrizione.Tantissimi hanno cercato di descriverLo ma rimane oltre ogni descrizione.
Chi riceve i Suoi doni può stancarsi ma non la Sua generosità;
Ere dopo ere, l’uomo si e sostentato di essa.
La Sua volontà dirige il mondo;
e tuttavia o Nanak Egli dimora oltre ogni sollecitudine e non se ne cura.

Stanza 4)
Vero e il Signore , vero il Sua santa Parola;Il Suo amore è stato descritto come senza fine;
L’uomo lo prega per ottenere doni che concete instancabilmente;
dal momento che tutto Gli appartiene,che cosa potremmo offrire ai Suoi piedi?Cosa potremmo dire per guadagnarci il Suo amore?Nell’ora dell’ambrosia del primo mattino,sii in comunione con la Divina Parolae medita sulla sua Gloria.La nostra nascita è strutto delle nostre azioni;ma la salvezza giunge solo per Sua grazia.O Nanak, conosci il Vero Uno come immanente in tutto.

Stanza 5)
Egli non può essere instaurato ne creato
L’Uno senza forma è infinito, completo in se stesso.Coloro che lo venerano sono onorati;Nanak, canta incessantemente della fonte di ogni virtù,Cantiamo di Lui e manteniamo la comunione con la Parola, con i cuori pieni di amorevole devozione;perché allora tutti i nostri dolori scompariranno e saremo ricondotti gioiosamente verso casa.Iil Mestro è la canzone eterna della Parola personificata;Lui è i Veda, le scritture;
Lui è saturo del Divino.Lui è Shiva, Lui è Vishnu e Lui è Brahma;
e anche le loro consorti Parvati, lakshmi e Saraswati.
La grandezza del Maestro anche quando è conosciuta, non può essere narrata con mortale eloquenza.
Il mio Maestro mi ha insegnato una cosa;
Lui è il Signore di tutto. Non potrò mai dimenticarLo.

Stanza 6)
Se solo potessi compiacerLo varrebbe come un pellegrinaggio;Altrimenti niente avrebbe un senso, ne i riti ne fatiche;In qualsiasi modo io guardi trovo che in questa creazione, nessuno ha ottenuto la salvezza senza la Sua grazia, a prescindere dal suo karma.Tu poi scoprire indicibili ricchezze spirituali dentro di te,se solo dimori negli insegnamenti del tuo Maestro.Il mio maestro mi ha insegnato una lezione;Lui è il Signore di tutto. Possa io non dimenticarLo mai.


Stanza 7)

Se uno potesse prolungare la sua vita alle quattro epoche, anzi renderla dieci volte più lunga;
se conoscesse i nove piani della creazione;e ciascuno dei suoi abitanti lo tenesse in grande rispetto;se ogni creatura lo esaltasse fino al cielo:
Tutto ciò e altro ancora non avrebbe alcun valore se l’occhio di Dio non guardasse benevolmente a lui;
senza il suo favore questi sarebbe considerato il verme più spregevole fra i vermi;e i peccatori lo caricherebbero di peccati.O Nanak, Lui dispensa virtù a coloro i quali non ne anno e ne aggiunge al magazzino fdei virtuosi.
Non c’è nulla che possa donare qualcosa a Lui.

Stanza 8)

In comunione con la Parola si può conseguire lo stato di superuomo(Siddha),di guida spirituale (pir),di un Dio(sura), o di santo (nath);In comunione con la Parola si possono comprendere i misteri del mondo, del toro (Dhaul)che la sostiene) e dei cieli;
In comunione con la Parola vengono rivelati (i misteri) delle regioni terrene, degli altopiani celesti e dell’altro mondo.In comunione con la Parola possiamo passare incolumi attraverso i portali della morte;
O Nnanak, i Suoi devoti vivono in perpetua estasi perché la Parola lava via ogni peccato e dolore.
Stanza 9)

In comunione con la Parola si possono conseguire i poteri di Shiva, Brama e Indra;
In comunione con la Parola si può ottenere la stima di tutti, a prescindere dal proprio passato;
In comunione con la Parola, si può avere la visione interiore degli yoghi, e rivelati tutti i misteri della vita e del Sé;In comunione con la Parola si può realizzare la vera importanza degli Sastras, delle Smriti e dei Veda (l’insieme delle scritture sacre);O Nanak, i Suoi devoti vivono in estasi perpetua, perché la Parola lava via ogni peccato e sofferenza.
Stanza 10)

In comunione con la parola si diventa la dimora della Verità della pienezza e della vera conoscenza;
In comunione con la Parola si ottiene il frutto delle abluzioni nei 68 luoghi sacri di pellegrinaggio;
In comunione con la Parola si ottengono gli onori dei sapienti;
In comunione con la Parola si ottiene lo stato di Sahaj (naturale, oltre l’illusione);
O Nanak, i suoi devoti vivono in perpetua estasi, perché la Parola lava via ogni peccato e sofferenza.

STANZA 11)In comunione con la Parola si diventa la dimora di ogni virtù;In comunione con la Parola si diventa uno Sheikh, un Pir (guida spirituale nell’islam) e del vero re dello spirito;
In comunione con la Parola quelli che sono ciechi nello spirito trovano la via della realizzazione
In comunione con la Parola, si passa al di la dello sconfinato e illusorio oceano materiale.
O Nanak, i suoi devoti vivono in perpetua estasi, perché la Parola lava via ogni peccato e sofferenza.
STANZA 12)Nessuno può descrivere la condizione di colui che ha fatto sua la volontà di Dio;
Chiunque ci provi si rende conto della propria follia.Nessuna scorta di carta, penne e di scrivani potrà mai descrivere lo stato di costui.O, grande è il potere della Parola ma pochi quelli che lo conoscono.STANZA 13)Con la pratica della Parola, ci si eleva alla coscienza universale si sviluppa la retta comprensione;Con la pratica della Parola, si sviluppa la chiaroveggenza e la visione profonda dell’intera creazione
Con la pratica della Parola, ci si libera da dolore e sofferenza;Con la pratica della Parola non si andrà da Yama (signore della morte) dopo il trapasso.O, grande è il potere della Parola ma pochi quelli che lo conoscono.STANZA 14)Con la pratica della Parola, si va veloci e senza impedimenti verso i piani spirituali superiori;
Con la pratica della Parola, si ha accesso al piano spirituale apertamente e con onore;Con la pratica della Parola, si sfuggono i tranelli di Yama, il re della morte;Con la praticadella Parola si entra a stretto contatto con la Verità
O, grande è il potere della Parola ma pochi quelli che lo conoscono.STANZA 15)Con la pratica della Parola, alla fine si ottiene la salvezza;Con la pratica della Parola, si conducono anche i propri amici e parenti verso la libertà;
Con la pratica della Parola, non solo si salva se stessi ma diventando adepti si guida alla salvezza molti altri
Con la pratica della Parola,ci si libera dai desideri e si sfugge dalla ruota della trasmigrazione.
O, grande è il potere della Parola ma pochi quelli che lo conoscono.
Stanza 16)

Il Santo (Parola personificato) viene accettato alla Sua corte ed è al suo interno il capo eletto.
Il Santo adorna l’uscio di Dio ed è onorato persino dai re;
Il Santo vive di e medita sull’unico Parola.
Chiunque discute ed parla della miseria della Sua creazione, realizza che il lavoro del Creatore è oltre la comprensione.
Dharm o la Parola nato dalla Sua grazia è il toro proverbiale che stà armoniosamente sostenendo la creazione.
Chi realizza questo davvero conosce la Verità.
Non è altri che la Parola che trasporta e distrugge il peso dell’intera creazione;
Perché questa terra fu sollevata da un toro che a sua volta doveva essere supportato da qualche altro pianeta e quello da un altro all’infinito:
Che carico tremendo!
Quale altro potere poteva sostenerlo
Nessuno se non la Parola.
Non c’è fine alla creazione;
Ci sono innumerevoli forme di vita con vari nomi, forme e colori.
Scritte nel mondo delle forme dalla instancabile (sempre fluente) penna del Creatore
Chi può misurare la Sua creazione , e se qualcuno può, quanto sarebbe il conto?
Quanto grande è il Suo potere e quanto bello il Suo manufatto?
Chi può contare o misurare la Sua dolce bontà?
Con una sola Parola questa vasta creazione è germogliata all’esistenza;
e migliaia di ruscelli di vita hanno portato l’esistenza;
Che potere ho io per concepire la Tua meravigliosa natura?
Troppo povero sono io per offrire la mia vita a Te;
Ciò che piace a Te è buono.
Tu sei per sempre, Oh Uno Senza Forma.

Stanza 17)

Innumerevoli sono quelli che sono immersi nel ricordo di Te e innumerevoli quelli che Ti amano;
Innumerevoli sono quelli che ti venerano e innumerevoli quelli che Ti cercano con austerità e penitenze;
Innumerevoli sono quelli che recitano a Te preghiere, dai libri sacri;
e innumerevoli quelli che, assorbiti nello yoga, stanno indifferenti nei riguardi del mondo.
Innumerevoli i Tuii devoti che contemplano i Tuoi attributi e la Tua saggezza;
e innumerevoli quelli che praticano la sincerità e la carità;
innumerevoli sono gli eroi che fisicamente affrontano la lama dell’avversario;
e innumerevoli quelli che hanno fatto voto di silenzio, meditando su di Te con amore incessante.
Che potere ho io per comprendere la Tua meravigliosa natura?
Troppo povero sono io per offrire la mi vita a Te.
Ciò che piace a Te è buono.
Tu sei per sempre, Oh Uno Senza Forma.

STANZA 18)
Innumerevoli sono i folli completamente ciechi e nell’ ignoranza;
innumerevoli i ladri e i truffatori che traggono profitto da guadagni illeciti;
innumerevoli coloro che esercitano la tirannia e l’oppressione;
e innumerevoli i tagliagola che vivono di crimini nefandi
e innumerevoli coloro i quali trovano piacere in peccati vergognosi
e innumerevoli i mentitori che praticano la frode e la falsità
innumerevoli gli empi che vivono di cibi malsani
e innumerevoli i diffamatori che ingrossano il loro fardello criticando gli altri;
Troppi da descrivere per l’umile Nanak
Che capacità ho io di cogliere la tua meravigliosa natura
Troppo povero sono io per offrire la mia vita a Te;
Ciò che piace a Te è buono.
Tu sei per sempre, Oh Uno Senza Forma.
STANZA 19)Innumerevoli i Tuoi nomi e innumerevoli i Tuoi luoghi
Onavvivinabli e inaccessibili sono i tuoi altipiani celesti
Persino con la parola innumerevoli non riusciamo a descriverTi.
Con parole ti rappresentiamo e con parole di preghiamo
Con parole acquisiamo la conoscenza divina e con parole si cantano i Tuoi inni e attributi
Sono le parole che impieghiamo nel parlare e nello scrivere
Con esse è ordinato il nostro destino
Ma colui che ordina è el di sopra di tale scritto
Come Tu ordini così noi riceviamo
Tu sei immanente in tutto;
E non esiste posto dove non è presente la Tua parola
Che capacità ho io di cogliere la tua meravigliosa natura
Troppo povero sono io per offrire la mia vita a Te;
Ciò che piace a Te è buono.
Tu sei per sempre, Oh Uno Senza Forma.
STANZA 20)Quando le mani e i piedi sono sporchi si puliscono con l’acqua;
quando i vestiti si sporcano e si macchiano si lavano con il sapone
Quando la mente è contaminata dal peccato può essere purificata solo attraverso la comunione con la Parola
Gli uomini non diventano santi o peccatori meramente a parole
Ma portano con se le loro azioni ovunque vadano
Come si semina così si raccoglie.
O Nanak, gli uomini vanno e vengono attraverso la ruota delle nascite e delle morti come ordinato dalla Sua volontà.


Stanza 21)

Pellegrinaggi, austerità, misericordia, carità ed elemosina cessano di avere importanza quando si accede al Til (all’occhio interiore o Ajna chakra),
La comunione e la pratica della Santa Parola con il cuore pieno di devozione
Da accesso a regni spirituali interiori, lavando via la polvere dei peccati alla Sacra Fonte interiore
Tutte le virtù sono Tue o Signore. Io non ne possiedo alcuna.
Non ci può essere adorazione senza la pratica della Santa Parola.
Da Te è emanato il Bani (sinonimo di parola sacra) che è il sentiero verso la salvezza.
Tu sei in verità incantevolmente dolce e la mia mente brama Te.
In quale occasione, in quale epoca, in quale settimana, in quale giorno,
in quale stagione, a che ora, Tu venisti ad essere, quale fu l’inizio dell’esistenza?
I pandit non poterono scoprirlo, altrimenti l’avrebbero registrato nei purana.
Né i Qazi (sinonimo di Imam) poterono stabilirlo altrimenti sarebbe nel Corano.
Né gli Yoghi o alcun altro poterono profetizzarlo.
Il Creatore solo conosce l’ora in cui Egli iniziò a manifestarsi.
Come posso io rivolgermi a Te o VenerarTi, Oh Signore?
Come posso io descriverti o conoscerTi? O Nanak, tutti parlano di Te, ciascuno più sapientemente degli altri.
Grande sei Tu e ancora più grande è la Tua Santa Parola,
ciò che essa vuole, accade
La Tua grandezza è nota solo a TeE quelli, o Nanak, che pretendono di sapere tantissimo non avranno alcun onore nella vita che verrà.