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sabato 23 febbraio 2008

IL FANTASMA DELLA PREOCCUPAZIONE

Pubblichiamo oggi un post intitolato "The Ghost of Worry" ovvero "Il fantasma della preoccupazione"
As soon as the concept of being a jiva is gone, the concept of God, Shiva, its counterpart, is also gone. The illusion, Maya, has appeared to be very fearsome, but it is really nonexistent, it is only an illusion. The result of Self-Knowledge is complete fearlessness. Self-Knowledge means that there is no fear of any beings. That life which has no fear of any beings is a formless life, and it is is beyond even the transparent. It is not a material form which is perceivable by our senses. It cannot be destroyed by any experiments involving the five elements. It is not even touched by the sense of having knowledge. When the illusion is unreal, why should we harbor any fear of what will happen? In a dream, one may be afraid, but upon awakening, the fear is gone. Similarly, when one is awakened to one's Real Nature, all fear is gone. Many ignorant people consult an astrologer to get their dreams interpreted. Similarly, although this world is proved false, as soon as you worry, it shows that you are not using proper discrimination (Viveka). Whenever there is worry, there is no "Bliss of Self-Knowledge." The only one who gets the enjoyment of Bliss is the one who knows his "True Nature."
- Shri Siddharameshwar Maharaj from a talk in "Master of Self-Realization" Evening - Nov. 10, 1935



Quando il concetto di essere un individuo non c'è più lo stesso avviene al concetto di Dio che è la sua controparte. L'illusione, Maya sembrava terribile, ma è in realtà non esistente, illusoria. Il risultato della conoscenza di Se è la totale assenza di paura. Questa Vita, che non teme alcun essere vivente è senza forma, ed è oltre persino l'invisibile. Non è la forma materiale percepibile attraverso i sensi. Non può essere distrutta da esperimenti che coinvolgano i 5 elementi.Non è toccata neanche dalla coscienza della prorpria Conoscenza. Se l'illusione è irreale allora perchè preoccuparsi di ciò che può accadere? Al risveglio, dopo un sogno pauroso non si ha più paura, così quando si ha Conoscenza di Se.
Come l'ignorante, che consulta l'astrologo per conoscere il proprio futuro, così chi si preoccupa non stà usando in maniera propria la capacità di Discriminazione (Viveka). Quando c'è ansia non c'è la benedizione dell' Autocoscienza . L'unico che si gode la Beatitudine è colui che ha conosciuto la sua Vera Natura.


- Shri Siddharameshwar Maharaj from a talk in "Master of Self-Realization"
Evening - Nov. 10, 1935
Puoi leggere ancora sull'argomento at Digital Blackboard

martedì 12 febbraio 2008

Knowledge, who cares?


There is a story about a unique meeting between Saint Tukaram and Saint Ramdas.
This story is reported in the book "Master of Self Realizzation" written by Siddharameshwar Maharaji.



One day Saint Tukaram and Saint Ramdas met each other while standing on the opposite banks of a river.

With a gesture of his hand, Samartha Ramdas asked saint Tukaram "How much awakening have you brought about among the people ?" Saint Tukaram replied with a gesture forming his right hand in a fist , and putting back of it to his lips , to indicate that nowere had he found anybody who cared for awakening to the Self. then Tukaram Maharaji put the same question back to Samartha Ramdas , who then indicated thet there was no one awakening whatsoever. They continued on their way.

saint Tukaram has said "how can I descibe the obligations of the Saints? They are continuosly awakening me " Even though it is true that the two Saints are no longer with us in their bodily form they have given us all they wanted to teach in the books "Abhangagatha" and Dashbod".

The great wealth that they have handed over to us is the priceless legacy of these books. Whoever makes a claim that he is heir to their legacy will enjoy this priceless inheritance.


We are confident that the promise of a Saint can'not be taken as a joke.

We strongly believe that the real heir of a Guru is the disciple who enbody his theachings.

But we have to came back to the opening question....who cares?

How many disciples becames students?

The picture that we enclosed in this post is fine example of the divine conversation between adepts.

It's an oil painting made by A.R.M., it's fine grace is not adequately conveyed by the digital media.





sabato 26 gennaio 2008

Tu sei il tuo soffio vitale


La scuola del Navanath Sampradaya ha testimoniato la Conoscenza Suprema dell’Assoluto (Brahman). Però, visto che non tutti gli interlocutori erano in grado di comprendere gli aspetti più profondi della dottrina, ha rivolto anche agli “studenti dell’asilo” i suoi insegnamenti con un approccio specifico.
In questi due brevi brani possiamo trovare condensato l’insegnamento di Sri Nisargadatta M. e del suo maestro Sri Siddharameshwar M. per chi non è ancora completamente libero dall’identificazione con il corpo-mente. Solo in seguito, secondo l’approccio diretto, ma graduale dei loro insegnamenti, si potrà scoprire l’identità Atman-Brahman, negando persino l’Essere e il Non Essere.



Tutti gli esseri, tutti quelli che vediamo, tutti quelli che sentiamo sono in realtà solo l’Assoluto Brahman nella sua completezza. Ono che comprende ciò realizza che “tutto è Brahman”. L’albero di banana è pieno d’acqua. Allo stesso modo tutti i cinque elementi, compresa la terra sono solo l’Energia Vitale.
Tutti i venti (energie sottili) sono Chaitanya (quell’Energia Vitale) e quel Chaitania è Dio.
Le abitazioni sono fatte di terra, la gente è fatta di terra (si intende materia grossolana n.d.e.) e alla fine torneranno alla terra. In modo simile, questa illusione (la vita quotidiana n.d.e.) è eterno movimento.
Noi possiamo pitturare tanti quadri ma quello che avremo alla fine è solo pittura. La conoscenza, (dnyana) significa “giusta conoscenza”. Ma cosa vuol dire?
Conoscere la Cosa Originaria è vera conoscenza. Le creature basate sui cinque elementi sono solo un mito. Con la dissoluzione del corpo fisico, ciò che rimane è soltanto l’Uno, che è quell’energia vitale, Chaitanya. Ono che sa ciò è in tutti gli elementi, in ogni posto e in tutti gli esseri.
E’ veramente Dio.


· Shri Siddharameshwar Maharaj – Tratto da "Master of Self-Realization"


“Il sunto e l’essenza del mio insegnamento è il seguente. Non essere sleale nei confronti del tuo soffio vitale. Adora solo quello, dimora solo in quello, consideralo te stesso. Se lo adori in questo modo ti può portareovunque, elevare a qualunque altezza. Questa è la quintessenza dei miei discorsi.
Identificati quindi con il soffio vitale. Allora realizzerai che, come la dolcezza nella canna da zucchero, questo tocco dell’”io sono” che dimora nel soffio vitale ti si rivelerà. Comprendi queste parole, questo suggerimento. Assimilale e, finchè il soffio vitale scorrerà dentro di te, dimora in esso. Se c’è il soffio vitale ci sei tu e c’è Dio (Ishwara). Nessuno ha mai esposto questa profondo conoscenza in modo tanto semplice.


· Shri Nisargadatta Maharaj – Tratto da "La medicina suprema" – Ubaldini ed.

martedì 22 gennaio 2008

Oltre il minaccioso vuoto del corpo causale


Oltre il minaccioso vuoto del corpo causale

Avendo lasciato alle spalle l’identificazione con il corpo fisico, il viaggiatore può avventurarsi nei reami astrali, la cui natura è molto simile a quella dei sogni.
I reami astrali non hanno grande attrattiva per i veri cercatori, perché sono ancora imbibiti delle limitazioni dell’io individuale.
Ira, desiderio sessuale, paura, morte, sono presenti insieme a ogni sorte di soddisfacimento dei bisogni egoici, e vengono avvertiti soggettivamente anche con maggiore intensità rispetto al piano grossolano.
Chi non è interessato a potere, ricchezza o a soddisfare i propri sensi (questa volta quelli sottili), rigetterà le insistenti offerte di esperienze in quanto tali.
L’esperienza è infatti un evento che riguarda l’ego e i suoi sensi;
La nostra vera natura è interessata all’esperienza quanto può esserlo un leone nei confronti di un’insalata.
I confini del piano astrale hanno un aspetto molto rarefatto e questo aspetto può fuorviare molti cercatori.
Tanti, avvicinandosi al confine con il piano causale fanno dietro-front pensando che oltre non c’è più nulla. Ma è proprio questo nulla che va indagato per trovare noi stessi.
Chi attraversa l’abisso del finto nulla si troverà di fronte ad uno smisurato muro che si estende in maniera indefinita da destra a sinistra e dal cielo alla terra.
Questo muro appare ad una osservazione attenta, fatto di semi e va superato.
Se si concentra l’attenzione su di un seme esso germoglia e da vita ad un mondo che tenta di intrappolarci e catapultarci indietro nella manifestazione esteriore.
Il maestro Siddharameshwar Maharaji ci descrive di seguito le caratteristiche del corpo causale e come superarlo:

“Il corpo causale è costituito di Oblio (forgetfulness n.d.t.). Persino il fatto di esistere come persone va dimenticato”

“Dopo essersi stabilizzati nel buio del corpo causale e avere raggiunto una posizione stabile, si sente una debole voce che dice: Io sono il testimone di questa ignoranza”

Il ritrovare questo testimone nel buio dei semi non germinati, apre un varco nel muro dei semi, lasciando passare la devastante forza dell’io ritrovato.
E' questo il confine con l'anandamaya kosha, ovvero il corpo di beatitudine.

A proposito degli ostacoli verso la dimenticanza di sé Siddharameshwar dice:

“Noi non desideriamo essere senza forma, senza sensazioni o essere vasti e dispersi nel tutto. Presumiamo che diventare così sia la morte.”
Ma il seme che non muore non può germinare e dare frutto...