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mercoledì 30 aprile 2008

Potenza ed Atto

Nei capitoli precedenti vengono mostrati a Gurbani alcuni “mondi possibili” ed alcune possibilità pure dei piani informali.
Gurbani, dopo lo stupore e la meraviglia, prova un sentimento di tristezza e malinconia che sembra avvolgerlo.
“Non rattristarti oh amato, delle possibilità che non si realizzano. Esse sono infatti più reali di quelle manifestate, in quanto non soggette al compromesso delle categorie di spazio e tempo. Le possibilità che ti abbiamo mostrato non sono completamente pure in quanto sono presenti in seme nel mondo che tu chiami corporeo. Questo corpo, fatto di carne e ossa, conosce tutte queste possibilità e se lo ascolti, conoscerai l’ignoto.
Le possibilità pure, che comprendono anche le possibilità di non manifestazione, non hanno alcun collegamento con il corpo fisico e appartengono al reame dell’inconoscibile.
Se risvegli la conoscenza imprigionata nel tuo corpo, ti accorgerai che alcune possibilità si manifestano spontaneamente; queste possibilità, reali e manifeste, hanno una qualità particolare.
Una possibilità non reale è un non-senso quindi completamente falsa.
Hai provato giustamente gioia e stupore assaporando le possibilità che ti abbiamo svelato; impara adesso a includere queste possibilità nella tua quotidiana visione del mondo.

Da “Il piccolo gioiello rosso” di Gurbani, pag 419

sabato 19 aprile 2008

Quello che io non dico


Viveva un tempo un perfetto maestro di nome Abatà.
Nonostante conoscesse i segreti del cielo e della terra e fosse cercato da migliaia di aspiranti se ne stava da solo in una capanna sulla riva del fiume, con il suo unico discepolo.
Questi un giorno gli chiese il motivo di questo comportamento ed ebbe la seguente risposta:
"Come avrai notato nei lunghi anni della nostra associazione, io provo grande gioia a parlare con le persone e grande trasporto verso grandi e piccini.
Quando mi rivolgo a loro, uno su mille ascolta quello che dico,
di questi uno su mille capisce quello che dico,
di questi uno su mille ne intuisce l'importanza,
di questi uno su mille ne coglie le implicazioni per la propria esistenza personale,
di questi uno su mille pensa che sia possibile cambiare atteggiamento,
di questi uno su mille ha voglia di farlo,
di questi uno su mille ha la necessaria volontà di cambiare,
di questi uno su mille mantiene la fede e persevera nello sforzo,
di questi uno su mille non si lascia trarre in inganno da risultati precoci,
di questi uno su mille abbandona gli attaccamenti e non ha paura,
e quello sei tu, mio amato discepolo.
Un giorno forse capirai che c'è qualcosa ancora più grande di quello che io dico,
ed è quello che io non dico.

Da "Il piccolo Gioiello Rosso di Gurbani, pag 222"

venerdì 4 aprile 2008

LA DISINTEGRAZIONE DELL'IDENTITA' PERSONALE

This picture came from the most creative genius photographer Sharad Haksar



"Il vero studente sentirà presto scricchiolare sinistramente le pareti del suo castello.
Il castello che gli dava riparo e che aveva faticato tanto a costruire.
Seguiranno presto eventi che preannunciano il definitivo ed inesorabile disintegrarsi dell'intera costruzione fino alle sue fondamenta.
Dal punto di vista dello spirito nulla di questo sarà realmente avvenuto essendo il castello solo un miraggio dovuto al calore della terra e all'agitazione delle correnti d'aria.
Lo stutente capirà presto che la sua identità personale è come quel castello del miraggio, effimero ed illusorio e non proverà alcun terrore quando le pareti cominceranno ad assottigliarsi e a diventare trasparenti. In quel momento sperimenterà la identita con una forma umana, animale, vegetale, minerale od incorporea, scelta direttamente dallo spirito.
Questi stati transitori e puntiformi sono destinati a ripetersi e ad espandersi fino a quando ogni residuo del sentimento di separazione non sarà completamente lasciato alle spalle.
Dal punto di vista personale questi eventi possono essere piacevoli o meno a seconda dello stato in qui si trova l'altro con cui si sperimenta l'identita. Purtroppo in questo stato di esistenza molti esseri versano in condizi0oni di profonda ignoranza e quindi condannati alla sofferenza.
Il vero studente non si lascerà trarre in errore e in tentazione dalla sofferenza dell'universo, in quanto relativa e derivata rispetto al principio primo.
Il vero studente giocherà con questi eventi trovando la gioia nel dolore e la misericordia nella felicità. Guarderà la sua persona attraverso gli occhi, la mente, l'anima di un'altro e proverà stupore ed ammirazione per l'infinito potere dello spirito
Da "Il piccolo gioiello Rosso" di Gurbani, pagina 36

giovedì 3 gennaio 2008

Il Fondo dell'Anima di Maister Eckhart






Maestro Eckhart scrive nel suo "il Natale dell'anima":


"In mezzo al silenzio mi fu detta una parola segreta. Dov'è il silenzio e dov'è il luogo in cui questa parola è pronunciata? Come ho già detto: nella parte più pura che l'anima può offrire, nella sua parte più nobile, NEL SUO FONDO", cioè nella sua essenza. Là è il profondo silenzio, poichè là non è mai penetrata nè creatura, nè immagine alcuna; là non arriva all'anima nè azione nè conoscenza; là essa non sa più nulla di immagine alcuna, nè di se stessa, nè di altra creatura."




Il Fondo dell'Anima di Eckhart è il punto di partenza del viaggio spirituale.


Per questo si parla di Natale dell'anima, con il senso di seconda nascita.


In india l'iniziato viene chiamato Dwija overo il due volte nato, e in moltissime forme tradizionali si assume addirittura un nuovo nome ad indicare la rottura con il passato.


Ma quello che per alcuni è un punto di partenza per altri è un ambitissimo punto di arrivo.


Per chi non ha ancora invertito la corrente di attenzione e le facoltà dall'esterno all'interno, questi discorsi sono puramente teorici.


Ogni tentativo di meditare o semplicemente di calmare la mente produrrà solo disagio e fallimento.


Sant Hazur Kirpal Sing diceva che prima di cominciare 'l'elevazione dell'anima si deve avere completato LA FORMAZIONE DELL'UOMO.


Lo stato umano, dell'uomo padrone delle proprie facoltà e sufficientemente libero dagli attaccamenti, deve precedere il viaggio iniziatico.


Dice un gurubani "Chi è schiavo in catene non può andare da nessuna parte, chi non si è mai chiesto chi è non berrà alla fonte della vita"

Differenti tradizioni suggeriscono differenti cammini per arrivare al "Natale dell'anima", ma se cerchiamo i punti in comune essi sono:


- la rinuncia all'attaccamento;
- la compassione verso le altre creature;
- l'amore;
- l'azione disinteressata;
- la fede nella guida spirituale;
- la fede nel Principio spirituale.

E' ovvio che l'amore non può nascere dove c'è l'attaccamento o la fede non può nascere se non c'è un minimo di consapevolezza di sè.


In questo caso si DOVRA' CERCARE DI SVILUPPARE QUESTE QUALITA' .


LO SFORZO IN SE' METTE SULLA GIUSTA STRADA.




martedì 1 gennaio 2008

Le chimere quadri dimensionali





I MISTERI DELLA VISIONE BI E QUADRI DIMENSIONALI


Cari amici, pochi di voi si sono mai chiesti se l'essere umano nello stato di coscienza normale possa utilizzare modalità di percezione visiva diverse dalla comune tridimensionale interpretativa.


La risposta è decisamente affermativa.


Due delle possibilità più affascinanti sono quelle bi e quadridensionali.


La prima è molto più naturale della seconda perchè è quella che usa il neonato fino a circa tre mesi di vita. La seconda è solo una possibilità teorica per la maggior parte delle persone.


La visione bidimensionale diretta si chiama così perchè si annulla "volontariamente" la funzione cerebrale che elabora le immagini provenienti dai due occhi per ottenere l'effetto profondità.


Quando si riesce ad osservare una scena "obliterando" la tridimensionalità si è fatto il primo passo, a qui segue molto presto l'annullamento della funzione interpretativa.


Noi interpretiamo quello che vediamo per "riconoscere" gli oggetti.


Quando questa funzione è disattivata si ha una visione bidimenzionale e straordinaria.


La prima volta che succederà vi sembrerà un miracolo e non saprete riconoscere quello che avete di fronte.
Per la prima volta vedrete il mondo e non l'immagine schematica, fredda e senza vita che suggerisce la mente.
L'immagine sembra composta da milioni di punti, ognuno dotato di vita propria e che si muovono in direzione diversa. La luminosità e accresciuta, l'immagine è più contrastata rispetto alla visione "normale".
Per ottenere la visione bidimensionale bisogna assumere una posizione comodissima e fissare un'immagine senza battere le palpebre. Poi bisogna rallentare e fermare i pensieri.
Ai principianti suggerisco di fissare per primo la fronda degli alberi a meno che non siete loro ostili. Non vi intristite troppo quando, tornando alla "realtà", tutto vi sembrerà un pò spento.
La visione quadri-dimensionale al contrario della precedente non è una esperienza "già vissuta".


Si ottiene fissando due oggetti posti a circa 40 cm da noi. Si incrociano gli occhi in modo da sovrapporre l'immagine dell'oggetto A, visto dall'occhio destro con l'oggetto B, visto dall'occhio sinistro.


Siccome i due oggetti che avremo scelto sono molto simili ma non identici, il cervello non avrà difficoltà a sovrapporre le immagini e la mente si farà ingannare credendo che si tratta di un unico oggetto.


Avremo così creato la nostra prima chimera- quadridimensionale.


L'immagine è una chimera, perchè la mente nel sovrapporre le immagini utilizzerà elementi di A e di B in maniera imprevedibile e continuamente cangiante.


L'immagine ottenuta risulta quadri dimensionale, perchè la mente, trovandosi in difficoltà a sovrapporre ed elaborare le immagini, applicherà due volte l'effetto profondità, di fatto aprendo un varco in una ulteriore dimensione.
Ci troveremo così ad osservare una immagine apparentemente più piccola (o più lontana) di quella normale, con un incredibile ricchezza di dettagli e soprattutto, con uno straordinario senso di profondità.
Parliamo di quarta dimensione e non solo di esaltato senso di profondità, perchè la visione non è statica; la visione quadri dimensionale si caratterizza infatti per il suo aspetto un pò onirico;

la chimera prenderà vita offrendo interessanti spunti per ulteriori osservazioni.
Non è nostra intenzione, in questo contesto, entrare nei dettagli tecnico-operativi o nelle implicazioni di queste pratiche. Come tutte le esperienze che implicano modificazioni dello stato di coscienza vanno affrontate con umiltà e amore per la Conoscenza.
Abbiamo inserito ad icona di questo post lo Sri Yantra che costituisce un caso a parte.


La contemplazione dello Sri Yantra apre la visione quadridimensionale senza bisogno di incrociare gli occhi. Basta solo fissarLo con una luce non eccessiva per un tempo sufficiente, senza battere le palpebre. L'attenzione deve essere invertita e ritirata dai sensi.




Potrete trovare informazioni molto dettagliate su questa magnifica immagine al sito:


per chi volesse, vale la pena di provare a realizzarne uno secondo le istruzioni fornite.





Sarà una esperienza molto bella.













































domenica 30 dicembre 2007

La preghiera di Bni Bashish


LA PREGHIERA DI BNI BASHISH

Nel nome di Iddio, il Clemente il Misericordioso

O Dio Nostro riversa ogni benedizione su colui dal quale sono scaturiti i segreti e sono spuntate le luci, nel quale sono confluite le realtà e sono state fatte scendere le scienze di Adamo, cosicché le creature [tutte] sono rimaste impotenti e si sono ritratte le menti davanti a lui, tanto che nessuno di noi lo può cogliere, né predecessore né successore.
I giardini del "malakût" sono adorni del fiore della sua bellezza e i bacini del "Jabarût" traboccano dallo straripamento delle sue luci. E non [esiste] cosa senza di lui o che non sia con lui collegata, poiché se non ci fosse il Mediatore scomparirebbe ——come è stato detto—— ciò che è mediato.
Estendi una benedizione [speciale] da parte Tua verso di lui come a lui spetta [nella sua dignità].
O Dio Nostro invero egli è il Tuo segreto totale che appare su di Te e il velo più immenso eretto davanti a Te.
O Dio Nostro congiungimi con la sua discendenza e certificami con il suo conto, insegnami una conoscenza diretta proprio di lui per mezzo della quale mi metta in salvo dagli abbeveratoi dell'ignoranza e [invece] mi disseti agli abbeveratoi della virtù, conducimi sulla sua via alla Tua presenza in un modo tale che sia [sempre] circondato dal Tuo sostegno.
Colpisci attraverso me l'esteriorità (vanità) affinché io la dissolva.
Immergimi nei mari dell'Unità, tirami fuori dalle paludi dell'Unicità ma annegami nella sorgente [pura] dell'Unitarietà, fino a che io non veda, non ascolti, non sia cosciente e non senta se non tramite essa! E fai del velo più immenso la vita del mio spirito, del suo spirito il segreto della mia realtà, della sua realtà la totalità per me dei mondi [creati], mediante la realizzazione del Vero principiale (il Primo).
O Primo, o Ultimo, o Esteriore, o Interiore: ascolta la mia supplica nello stesso modo in cui hai ascoltato la supplica del Tuo adoratore Zaccaria.
Rendimi vittorioso Tuo tramite verso di Te, aiutami Tuo tramite verso di Te, metti l'unione fra me e Te, scioglimi da me e da ciò che è altro da Te: Allâh, Allâh, Allâh!
Invero Colui che ti ha imposto il Qorano [come Legge] certo [anche] manterrà per te la promessa [finale]. (28,85)
Signore Nostro accordaci misericordia da parte Tua e disponi per noi rettamente riguardo a [ogni] nostra decisione. (18.10)
Gloria al Tuo Signore, il Signore dell'eminenza al di sopra di ciò che [Gli] attribuiscono; che la pace sia sugli inviati e sia lode a Iddio Signore di [tutti] i mondi. (37,179-82)

Il Versetto del Trono






Il Versetto del Trono, ovvero l'Ayat al Kursi è uno dei più belli e amati del Corano e chiude la seconda Sura.

Lo proponiamo qui perchè nell'ottica del viaggio iniziatico può farci comprendere gli stati sovraumani rappresentati dal Piedistallo e dal Trono.
Innanzitutto partiamo da una traduzione letterale che potrebbe suonare così:


"Allah! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto.
Non Lo prendon mai torpore né sonno.
A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra.
Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso?
Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole.
Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno.
Egli è l'Altissimo, l'Immenso."
( Corano II : 255 )

Per comprendere meglio riportiamo anche un hadith:
'Abd al-Rahman b. Yazid riporta : Incontrai Abu Mas'ud vicino la Casa (Ka'ba) e gli dissi : un hadith mi è stato tramandato sulla tua autorità , circa i due (versi finali) di Surat-al-Baqara. Egli disse : "Si. Il Messaggero di Allah (Sallallahu alei wa sallam) disse (infatti) : "Chiunque reciti i due versi alla fine della Surat-al-Baqara nella notte , essi saranno sufficienti per lui.". " (Muslim :: Libro 4 : Hadith 1761)

E' evidente che i riferimenti alla notte sono tanti ed in particolare alla seconda parte della notte che precede il fagir (le prime luci dell'alba).

In quest'ora chi ha trasceso gli stati individuali si trova in uno stato in cui Shaitan (Satana) non può più raggiungerlo. Infatti ad esso sono intercessi i piani spirituali.

Nè sonno nè torpore lo colgono, infatti questi stati riguardano il corpo fisico che ormai è stato lasciato indietro con i suoi bisogni. Quando la coscenza entra nei reami dello spirito si accorge che i confini travalicano i cieli e la terra e non c'è sforzo da parte di Dio nel sostenere la creazione.

Lo sforzo riguarda l'uomo ed è legato al raggiungimento di un risultato.

Ma quando non c'e più un individuo chi può compiere uno sforzo?

Chi può essere interessato ad ottenere un qualsiasi risultato?

Il confine dei piani causali e sopracausali è il limite oltre il quale la coscienza si libera da ogni Desiderio, paura, speranza, timore.

Così come vengono superati i limiti di spazio e tempo, caratteristici (citando R.Guenon) di alcuni aspetti della modalità umana dell'esistenza.

"Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro" perchè non è vincolato dallo spazio-tempo. Già più in basso nello stato beato delle regioni causali, il viaggiatore aveva avuto modo di entrare in contatto con i semi di tutte le cose visibili ed invisibili. Adesso anche quei semi sono scomparsi e quello che rimane è il mirabolante Trono di Allah.

L'accesso ai reami dello spirito è vincolato al Suo permesso, ed è legato ad un preciso atto di Grazia. Questo viene specificato molto chiaramente nel versetto per ribadire che la conoscenza sacra è una storia d'amore tra Allah e i suoi Amati.

Il Profeta, la pace scenda su di Lui e sui suoi compagni, ha detto la Verità.
E' possibile ascoltare la recitazione del versetto del trono anche su questo sito:


Il video presenta anche una traduzione in francese e belle immagini di calligrafia araba.